E’ sabato, ormai sera e Piera entra trafelata in laboratorio. Temeva fossi gia andata via, ma  la tranquillizzo: “Sto sistemando i fiori e le mimose, ne ho ancora per un pò” le rispondo.fittonie nei cassetti

Piera gironzola tra  le orchidee sistemate sul pianoforte e i bulbi di narcisi e giacinti poggiati sulla panchina a ridosso della vetrina. Decide che alla sua nonnina novantenne piacerà tanto prendersi cura dei bulbi.giacinti

Mentre  si avvicina mi chiede a bruciapelo: “Doretta, ma tu ami ancora il tuo lavoro?”

In quel momento realizzo che ho ancora sete del mio lavoro, che lo sceglierei ancora mille volte in mille vite diverse, che sono cresciuta negli ultimi vent’anni a pane e fiori (anzi panini e fiori) e che per nulla al mondo farei un mestiere diverso.ranuncoli

 Le levatacce alle  quattro del mattino per terminare un addobbo nuziale,

gli sguardi incrociati di chi ti cerca per regalare un fiore che “parla”

i mazzolini composti con le foglie sotto i piedi perche’ non avevo il tempo di pulire,

la pazienza di chi aspetta il suo bouquet,

la meraviglia di chi non sperava fosse cosi bello e a volte anche la delusione perche’ se lo aspettavano diverso,

la frenesia di aprire un mazzo di tulipani appena arrivato,

una rosa rossa che immancabilmente ti punge e devi far finta di niente,

la tenerezza nel porgere un amarillis,

lo sguardo complice ogni mattina con i miei fiori ormai compagni di vita,

la meraviglia di scoprire fiori di cui non sapevo neppure l’esistenza,

il mio nome donato al mio logo, delicato, fatto di colori pastello,

la consapevolezza di non essere mai arrivata, ,ma di evolvere verso progetti  diversi, più stimolanti, più comunicativi, più intrisi di emozioni.

Le piccole, vere emozioni che ho imparato a riconoscere e che danno senso e valore alla mia vita.orchidea

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